Chiesa Madonna dell’Aiuto

La chiesa, dedicata al nome di Maria, più comunemente detta Madonna dell’Aiuto, fu edificata per iniziativa dei conti Lodron prima del 1694. In quest’anno infatti è ricordata per la prima volta, ma gli atti d’archivio conservano notizie indirette di una prima costruzione cinquecentesca. Posta nei pressi del confine, costituiva per la comunità un’invocazione alla Vergine contro i pericoli dei contagi.

Il semplice prospetto a capanna, suddiviso in tre settori, con una sola porta al centro sormontata dallo stucco della Madonna che abbraccia il Bambino, anticipa l’interno a tre piccole navate ed altrettanti altari.

Ciò che maggiormente colpisce il visitatore sono gli altari laterali costituiti da due cornici barocche intagliate, opera dei Boscaì di Levrange.

Sopra l’altare maggiore è inserita l’immagine della Madonna dell’Aiuto, ritenuta del XVI secolo. La sua festa si celebrò per molto tempo la prima domenica dopo l’8 settembre (Natività di Maria). Nel 1930 il parroco don Valentino Morelli spostò la festa al 12 settembre (Nome di Maria).

Le due tele (recentemente restaurate) appese alle pareti laterali sono opera di Nicolò Dorigati e raffigurano le storie del ritrovamento della Croce di Cristo. Provengono dalla chiesa della S. Croce, dove stavano anche le due grandi statue ai lati dell’arco santo, raffiguranti i SS. Sebastiano e Gerolamo, realizzate da Cristoforo e Sebastiano Benedetti di Castione. La chiesetta fu ristrutturata in forme barocche in occasione del matrimonio, celebrato sul finire del Seicento, del conte Sebastiano Francesco Lodron con Anna Margherita Kuhen-Belasi. Nella visita pastorale del 1928 il vescovo Celestino Endrici annoverò la chiesetta tra i santuari mariani della diocesi di Trento.

Chiesa Madonna dell’Aiuto