Rapa di Bondo

La rapa di Bondo ha forma tronco e conica con la punta verso il basso, sormontata da un cilindro. La parte superiore, provvista di foglie di color verde pisello, ha un diametro variabile tra 8 e 14 cm mentre la lunghezza è compresa tra 10 e 18 cm. La colorazione verde chiaro alla sommità sfuma verso il violetto e poi scolora nel bianco. L’areale di produzione della rapa di Bondo è circoscritto dal perimetro del Comune Catastale di Bondo con l’aggiunta dell’agro in Comune Catastale di Roncone, in località “Polina”, con limite sud al lago di Roncone.

 

Accenni storici

Le rape hanno costituito per millenni una delle fonti di sopravvivenza per gli agricoltori della zona, poiché potendosi conservare fino al raccolto successivo, hanno consentito l’accumulo di scorte per i mesi in cui la terra non produceva. Fino agli anni Ottanta quasi tutte le famiglie di Bondo hanno seminato la rapa, sia per il consumo diretto e sia per la vendita fuori paese. In seguito il suo interesse andò scemando in quanto considerata alimento povero. La tradizione pose la semina della rapa di Bondo a cavallo della festività dei SS. Gioacchino e Anna (26 luglio).

Rapa di Bondo

Curiosità

Il terreno viene pulito dalle erbe infestanti e si effettua la sarchiatura (lavorazione superficiale del terreno, intesa ad attivare la respirazione delle radici delle piante, a distruggere le malerbe e ad aumentare la massa di terra attorno alla pianta).

La rapa di Bondo si concima con sostanza organica come il letame stagionato e possiede  semi di piccole dimensioni che hanno una colorazione rosso bruna.

La rapa di Bondo si sposa bene con le carni grasse, formaggi, salumi e anche in insalata. Le rape migliori, sul piano organolettico, sono quelle di media pezzatura rispetto a quelle troppo grosse.

La rapa si raccoglie completa dalle foglie, si conserva in locali bui e freschi “i vol”, con temperatura e umidità costanti, ed è ricca di ferro, acido folico, rame, zinco e vitamine. La zona tipica di produzione è a Bondo, nella Valle del Chiese (Trentino). Essa è a rischio di scomparsa poiché considerato un prodotto povero, che non offre sbocchi commerciali.

“RAPY” il marchio tradizionale della Rapa di Bondo

Le rape erano un alimento importante per chi viveva dei prodotti della terra, poiché erano conservate durante i mesi più freddi come riserva alimentare. Oggi passato e presente s’incontrano in “Rapy”, marchio e nome moderno e accattivante per la rapa tradizionale di Bondo, al suo rilancio dopo decenni di oblio. Commercializzata dalla Famiglia Cooperativa di Bondo e Roncone “Rapy” viene coltivata per interesse economico, ma anche come valore culturale. Infatti quest’ortaggio dei poveri, è salvo grazie alla tenacia di alcuni contadini che seminando esclusivamente il seme di Bondo, non hanno mai smesso di coltivarlo, salvandone la tipicità. Nella tradizione contadina “Rapy”, per il suo caratteristico e inconfondibile sapore agro dolce, veniva consumata in abbinamento con polenta, gulasch alla trentina e selvaggina, ma anche con formaggi e salumi.

“Rapy” è nato per salvaguardare e rilanciare questo prodotto tipico, che si semina a luglio e si raccoglie a ottobre. È bene che la rapa prenda le prime gelate così si addolcisce e si conserva meglio nel periodo invernale. La Famiglia Cooperativa di Bondo e Roncone, in vista del marchio di tutela, ne ha studiato le proprietà nutritive ed è giunta alla conclusione che è un ortaggio ipocalorico (18 cal/100g), ricco di preziosi elementi minerali quali ferro, acido folico, rame e zinco. Non mancano le ricette, da quella tradizionale che accompagna le rape con lardo pancettato, salamella fresca e cotechino, alla classica minestra invernale di “orzo e rape”, alla “zuppa di rape e ceci”. Il ricettario di Bondo propone anche la più sofisticata “anatra con le rape” ed i più moderni “spaghetti con rape e pomodori” o “riso e rape”.