Sentiero Etnografico di Rio Caino

La passerella sospesa sul fiume Chiese è l’originale ingresso che introduce il visitatore più curioso nel mondo di una civiltà rurale ormai lontana, al tempo in cui la gente di questa Valle conduceva una vita semplice e laboriosa, principalmente dedita all’agricoltura, all’allevamento del bestiame, al lavoro nel bosco e alle attività artigianali.
Il percorso prende il nome dall’omonimo torrente lungo il quale, venivano attivati gli opifici di mestieri ormai antichi: il sentiero recupera e ripropone infatti un insieme straordinario ed irripetibile di insediamenti artigianali d’altri tempi, come l’antica fucina in cui è possibile vedere i fabbri impegnati a forgiare e lavorare il ferro.
Anche le macine del vecchio mulino lavorano grazie all’acqua del rio, mostrando ai visitatori il processo di macinazione di frumento, avena e granoturco e della pilatura dell’orzo. Grande fascino riserva poi la preparazione e cottura del pane nell’annesso forno a legna, che sa riproporre sapori e gusti che ormai appartengono ai ricordi. Lungo il tragitto sono collocate anche alcune bacheche che espongono gli attrezzi tipici di lavori artigianali in via di estinzione, come quello degli scalpellini dediti alla lavorazione del granito, o dei boscaioli.

Sentiero Etnografico di Rio Caino

Accessibilità

Situato nel Comune di Cimego, il sentiero si sviluppa tra i 450 metri del ponticello e i 750 metri di Malga Caino per circa 4 km e prevede un tempo di percorrenza di circa tre ore. Frequentato da escursionisti ed amanti della natura, è indicato per visite scolastiche e didattiche ed escursioni familiari, nel periodo che va da marzo a novembre.

Un museo all'aperto

Si prosegue poi attraverso luoghi leggendari, come l’alcova di Fra’ Dolcino e Margherita, eretici vissuti a Cimego fra il 1300 e il 1303, e il fiabesco orto della Strega Brigida, vero gioiello botanico, nel quale sono state raggruppate le diverse erbe officinali utilizzate dalla strega, realmente vissuta a Cimego intorno al 1470.
Ma il tracciato del sentiero conduce anche a testimonianze legate alla storia più recente della Valle: la zona, che fu fronte italiano della Grande Guerra, ripropone infatti camminamenti militari e trincee, oltre a due cannoni che dal 1914 al 1918 fronteggiarono l’esercito austro-ungarico.
Raggiunta la parte più alta del cammino si trova infine Malga Caino che, ristrutturata per essere punto di accoglienza e ristoro per turisti ed escursionisti, rappresenta un valido esempio dell’architettura rurale dei secoli scorsi, ospitando un piccolo museo degli attrezzi da lavoro utilizzati in montagna.
Il sentiero, immerso in un ambiente rilassante caratterizzato da pinete e faggeti, permette anche di attraversare una delle aree faunisticamente più intatte della zona, in cui è ancora possibile imbattersi in caprioli e cervi, o udire il canto di pettirossi e cucù.