2015/dal 25 settembre all'11 ottobre

Convegno Circoli fotografici del Trentino – Alto Adige Prima Linea

Cinque mostre fotografiche, uno workshop di due giorni, lettura del portfolio ad una e quattro immagini, una conferenza, un incontro-dibattito ed una lettura di diari di guerra con accompagnamento musicale. Il tutto allestito in diverse location distribuite tra i paesi di Storo e Condino all’insegna della memoria di quel primo conflitto mondiale che cent’anni fa ebbe appunto il suo fronte in queste zone, ma anche di altre guerre, antiche e moderne, combattute in luoghi poco distanti da noi. Tutto questo è il Convegno Regionale dei Circoli fotografici del Trentino Alto Adige, intitolato appunto “Prima Linea”, organizzato dal Circolo Fotografico “Lodron Fotoclub” di Lodrone nel week end che va dal 25 al 26 settembre e nei prossimi 3 e 10 ottobre.

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Convegno Circoli fotografici del Trentino – Alto Adige Prima Linea

L'idea

“L’idea c’era già l’anno scorso” – ricostruisce Stefano Radoani, attivo organizzatore del locale Lodron Fotoclub – “Volevamo riallacciarci alla Prima Guerra Mondiale, appoggiandoci all’Ecomuseo; così Attilio Zontini e Flora Fia, assieme al marito Gianni Zontini, si sono attivati per raccogliere fotografie d’epoca del paese con l’aiuto del Circolo Pensionati di Storo. Ne è venuta una specie di cronostoria del conflitto dal titolo “Storo e la sua gente nella Grande Guerra”. Ma abbiamo pensato di aprire pure una riflessione su quello che succede ancora adesso a livello di guerre nel mondo”.

Così, spiega ancora Radoani, ha personalmente coinvolto i fotografi di fama internazionale Francesco Cito e Antonella Monzoni convincendoli a portare le proprie mostre nel Basso Chiese; il primo infatti porterà una mostra intitolata “War”, mentre la seconda porterà la mostra dedicata ai luoghi dell’eccidio armeno, verificatosi anch’esso in seno al primo conflitto mondiale, “Ferita Armena”.

Il programma

Le mostre saranno composte da un servizio fotografico recentemente realizzato da Radoani sull’emigrazione a Tangeri, nel Marocco settentrionale, dal titolo “Sola Andata”, e quella creata dal fotografo Daniele Lira per l’Atas, l’Associazione Trentina Accoglienza Stranieri, con titolo “Lampedusa Direzione Nord”, sugli immigrati richiedenti asilo arrivati in Trentino ultimamente.

Le ultime due, assieme a “War” saranno esposte a partire da domenica 27 alle 9,30, contestualmente con l’inizio del Convegno Regionale della Federazione Italiana dei Circoli Fotografici del Trentino Alto Adige (una mostra dei vari circoli fotografici aprirà verso sera), presso Palazzo Belli a Condino, mentre, la mostra storica sulla guerra a Storo e quella che ricorda l’eccidio degli armeni troveranno spazio nelle sale esposizione del municipio presso Piazza Europa a Storo già a partire dalle ore 20.30 di sabato 26 (quando presso la Sala Conferenze si terrà anche la presentazione del libro di Antonella Monzoni “Ferita Armena”).

Tutte le esposizioni rimarranno aperte fino a domenica 11 ottobre (orario festivo: dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 14,00 alle 17,00; feriale: dalle 14,00 alle 17,00; orari diversi saranno possibili su richiesta).

L'iniziativa

Dal canto proprio i lavori della due giorni di workshop fotografici con titolo “Prima Linea 1915/2015” (docente Giancarlo Torresani) avranno come obbiettivo sia la vecchia grande guerra, sia tutte le prime linee, interiore, sportiva, storica (contestualmente a Storo si tiene la “Festa Medioevale – Storie d’Arme, i Lanzichenecchi nella terra dei Lodron”) e insomma qualsiasi altro “fronte” si voglia indagare.

Il bello di questa iniziativa, sottolinea Radoani, è che non è fine a se stessa ma vuole essere stimolo alla riflessione; dalla raffigurazione del centenario della guerra si vuole così passare alla meditazione sulla guerra in sé e sulle sue conseguenze sulla società umana, che può rispondere con altrettanta violenza o l’inevitabile fuga da tanto male.

Le mostre contengono foto, come quelle di Francesco Cito, anche abbastanza forti, conclude il fotoamatore chiesano, ma se anche una sola persona fosse in qualche modo colpita e portata a pensare, l’iniz